•   Il collezionismo internazionale
    nella Roma del Vittoriano 

    7 dicembre 2017 – 4 marzo 2018

  • Il collezionismo internazionale
    nella Roma del Vittoriano

    7 dicembre 2017 – 4 marzo 2018

Mostra

La mostra presenta – per la prima volta in modo organico – la raccolta vasta e sorprendente che i coniugi statunitensi George Washington Wurts ed Henriette Tower misero insieme a cavallo fra XIX e XX secolo e donarono poi allo Stato italiano, per l’esattezza al museo di Palazzo Venezia, dove tuttora è conservata. Alla base della mostra vi è comunque anche l’idea di restituire il contesto della raccolta Wurts, ovvero quella particolare forma di collezionismo che tra Ottocento e Novecento si legò così intimamente all’Italia, fino a concretizzarsi spesso nella donazione allo Stato di singole opere o di intere raccolte. La mostra illustra le dinamiche del collezionismo, soprattutto anglo-americano, e del mercato internazionale, sullo sfondo dei radicali cambiamenti vissuti in quegli anni dalla giovane nazione italiana e dalla sua nuova capitale, Roma. La costruzione del Vittoriano, iniziato nel 1885 e inaugurato nel 1911 nell’occasione dell’Esposizione che celebrava il cinquantenario dell’Unità d’Italia, diviene l’emblema che caratterizza la città all’alba del Novecento.

Ai Wurts è dedicata la sezione allestita a Palazzo Venezia, con l’esposizione delle opere più significative della raccolta, molte delle quali sono state portate fuori dai depositi, studiate e restaurate per l’occasione.

Il contesto entro cui fiorì la passione dei Wurts per il collezionismo trova invece la sua collocazione ideale nelle Gallerie Sacconi del Vittoriano. Numerose opere, provenienti da prestigiosi musei e collezioni private italiane ed estere, racconta un intero mondo fatto di aste, di mercanti e di mercato, nazionali come internazionali, oltre all’affermazione di un artigianato di qualità portavoce di una rilettura “in stile” dell’arte del passato. L’inedito percorso espositivo si sviluppa anche in ambienti di solito non accessibili al pubblico e appena restaurati, fra cui le Gallerie Sacconi appunto, restituendo visibilità all’architettura interna del monumento. Da semplice teatro, o ‘contenitore’, il Vittoriano diviene così parte integrante e partecipe della mostra.

Percorso espositivo

La mostra è allestita in due sedi, a Palazzo Venezia e nelle Gallerie Sacconi al Vittoriano.
 Durante la sua apertura al pubblico è istituito un biglietto unico, valido per un ingresso agli Ascensori panoramici del Vittoriano, alla mostra “Voglia d’Italia” nelle Gallerie Sacconi al Vittoriano e a Palazzo Venezia (mostra “Voglia d’Italia” e percorso museale).

La sede espositiva di Palazzo Venezia è dedicata alla presentazione della raccolta di oggetti d’arte e curiosità dei coniugi americani, originari di Philadelphia, George Wurts ed Henrietta Tower. Lui membro del corpo diplomatico americano, lei rampolla di una famiglia divenuta multimilionaria grazie al carbone, all’acciaio e alle ferrovie: insieme decisero di donare, tra 1928 e 1933, Villa Sciarra e tutta la loro collezione di oltre quattromila pezzi allo Stato Italiano. L’obiettivo della mostra consiste nell’illustrare la natura di questa collezione attraverso i suoi nuclei portanti, la sua rilevanza per la storia del gusto, la ricchezza e la varietà delle opere raccolte nonché la loro specificità rispetto al patrimonio artistico nazionale. A far da sfondo, anche grazie alla sede espositiva che dal 1933 conserva la raccolta Wurts, il rapporto con Roma e con la società romana tra Ottocento e Novecento. Poco nota anche agli specialisti, la collezione è esposta per la prima volta nel suo insieme.

L’altra sede della mostra è dedicata alla presentazione del contesto storico sociale entro cui vissero i Wurts e gli altri collezionisti attivi in Italia, con particolare attenzione per gli anglo-americani. I temi che si intrecciano sono quelli del collezionismo, della donazione delle opere d’arte, del mercato artistico, delle esportazioni, della tutela del patrimonio culturale e, infine, della posizione degli artisti italiani rispetto all’universo dell’antiquariato, tra la produzione in stile e quanto genericamente possiamo definire “artigianato artistico”. La sezione dedicata al falso, e al suo commercio, rappresenta un risvolto di questa narrazione. I pezzi della mostra sono in costante gioco di richiamo col monumento in cui si trovano, il Vittoriano, in particolare il percorso introduttivo alla mostra che è un inedito e suggestivo viaggio nel ventre del monumento; così anche la sezione conclusiva, chiamata “La vertigine del fregio”, dedicata alla sua inaugurazione nel 1911.

Eventi

CONCERTI PALAZZO VENEZIA – SALA REGIA

“Omaggio a Duke Ellington”

“Omaggio a Duke Ellington”

Mercoledi 6 dicembre – ore 18:30

Mario Corvini New Talents Jazz Orchestra
Quella di Duke Ellington è stata una delle figure più importanti della musica dello scorso secolo. Compositore, direttore d’orchestra, pianista, Ellington ha contribuito, all’inizio del secolo, a dar forma al jazz e alla cultura del Novecento cosi come oggi la conosciamo. La giovane orchestra diretta da Mario Corvini rende omaggio a un’artista che è difficile non amare.

“Tribute to Louis Armstrong”

“Tribute to Louis Armstrong”

Venerdì 22 dicembre – ore 21:00

Nicola Tariello Sextet
Louis Armstrong, “Satchmo” è uno dei padri del jazz. Con la sua tromba e le sue band ha, tra gli anni Venti e gli anni Sessanta, segnato la storia della musica in maniera indelebile. E, tra New Orleans e Harlem, ha illuminato la storia del jazz. Nicola Tariello torna a far vivere i grandi momenti degli Hot Seven e i brani più celebri della musica del grande musicista afroamericano.

“Anything but Love”

“Anything but Love”

Sabato 20 gennaio – ore 21:00

Le grandi canzoni di inizio secolo sono diventate quelle che oggi chiamiamo “standars”. Maria Pia de Vito con il suo gruppo rende omaggio ad alcuni leggendari compositori, Cole Porter, Irving Berlin che hanno scritto alcune delle più belle pagine della canzone americana dagli anni Venti ai Quaranta. Ma anche ad autori italiani, ed in particolare napoletani, che negli stessi anni scrivevano melodie entrate di diritto a far parte del nostro patrimonio culturale e della nostra storia.

“GERSHWIN MOODS - I due volti del genio americano-“

“GERSHWIN MOODS - I due volti del genio americano-“

Venerdì 16 Febbraio - ore 21:00

Gershwin Quintet
Canzoni, jazz, musica classica, musical, diventano tutt’uno nelle mani di George Gershwin, uno dei più grandi compositori del Novecento. Basterebbe anche solo la Rapsodia in blu del 1924 a spiegare la grandezza del compositore e musicista americano, ma il Gershwin Quintet, un originalissimo organico tutto al femminle, fa di più, illuminando i due volti del genio americano, quello più classico e quello più popolare, fusi dalla sua incredibile creatività

IL FARO DELLA CULTURA – Una coreografia luminosa fra Palazzo Venezia e il Vittoriano

Dal tempo dei greci antichi, da quando Prometeo diede il fuoco degli dei agli uomini (che gli dei  disprezzavano per considerarli effimeri), la luce è stata sempre il simbolo della cultura. È questa luce che brillerà nella notte romana, in lotta contro l’oscurità del cielo notturno, al di sopra del Vittoriano e di Palazzo Venezia nei quali si presenta l’esposizione “Voglia d’Italia”.
Una coreografia di luci stabilisce un ponte poetico e astratto  tra i due palazzi. Un faro al centro del Vittoriano si accende dal calar del sole: rappresenta l’illuminazione del sapere, il faro della cultura, il bagliore dell’intelligenza. La coreografia luminosa che l’accompagna propone un dialogo fra i due palazzi e, proiettandosi sul cielo di Roma, chiama il pubblico a partecipare all’evento e a contemplare le opere contenute nei due edifici storici.
La cultura è infine il segreto dell’immortalità degli effimeri, la luce che ci fa uguali agli dei, la spada che ci permette sconfiggere la notte.

Co-Direzione: Àlex Ollé, Xavi Bové
Composizione Musicale: Zinkman
Consulente Creativo: Jordi Pont

Informazioni

Ufficio stampa

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Barbara Izzo
Tel. 06 692050220
E mail b.izzo@operalaboratori.com

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